BALI IN 11 GIORNI: IL MIO ITINERARIO DA UBUD

Al Pura Ulun Danu Bratan a Bali in 11 Giorni

BALI IN 11 GIORNI

Io e la mia amica americana Mallory abbiamo programmato un itinerario da Ubud per visitare Bali in 11 giorni.

GIORNO 1. LA VIGILIA DI NYEPI.

Non potevo arrivare ad Ubud in giorno migliore: LA VIGILIA DI NYEPI.

Fa molto apocalittico, lo so. Ma in realtà un po’ lo è.

I balinesi festeggiano la vigilia di Nyepi portando per strada le loro ogoh-ogoh: delle bambole che rappresentano gli spiriti malvagi. Le costruiscono e poi… le distruggono.

Nel tragitto dall’aeroporto al nostro hotel di Ubud io e la mia amica Mallory ci siamo ritrovate a scuotere la testa e a ballare per strada con i locali. Ci siamo fatte trascinare dai loro festeggiamenti! Troppo divertente! L’entusiasmo dei locali mentre distruggono le loro bambole è contagiosissimo.

Ci abbiamo messo ore per arrivare al nostro hotel. In ogni vicolo rimanevamo bloccate nella folla, con queste ogoh-ogoh che fluttuavano nell’aria.

ogoh ogoh in aria il giorno prima di Nyepi

Qualsiasi tassista al mondo sarebbe impazzito in una situazione del genere. Ma non a Bali! L’autista che ci ha accompagnato in hotel scoppiava a ridere ogni volta che vedeva un’ogoh-ogoh per aria. E noi… a ridere con lui!

GIORNO 2. NYEPI.

Ok ma… che cos’è questo Nyepi?

Nyepi è il Capodanno balinese. Ma non ha niente a che vedere con il nostro Capodanno. Per loro è il giorno del silenzio.

In pratica l’isola deve sembrare abbandonata per imbrogliare gli spiriti malvagi sopravvissuti la notte precedente. In questo modo penseranno che non vive più nessuno sull’isola e se ne andranno.

Nessuno può uscire di casa. È tutto chiuso. Nessuno lavora. I turisti non possono uscire dal loro hotel.

Praticamente Nyepi è quello che fai la domenica quando hai bevuto troppo la sera prima.

Può sembrare la festa più noiosa del mondo ma farne parte è veramente fantastico.

Te ne stai nel tuo hotel in relax a chiederti che aspetto avrebbe l’isola se qualcuno la potesse vedere. E la cosa più bella è che quasi tutti gli hotel a Bali hanno la SPA. Quindi vi potete immaginare cosa abbiamo fatto tutto il giorno. Niente male alla fine vero?

GIORNO 3. DALLE RISAIE DI JATILUWIH AL TEMPIO D’ACQUA PURA ULUN DANU BRATAN.

Il giorno dopo Nyepi tutto torna alla normalità. Io e Mallory ci siamo svegliate riposatissime e pronte per le avventure che ci attendono. E per la nostra prima tappa: le risaie di Jatiluwih.

Il motorino che abbiamo affittato ha avuto delle piccole difficoltà a portare entrambe in cima alle innumerevoli salite che abbiamo incontrato lungo il percorso.

“Secondo te ce la faremo?”

“Mmm… vuoi scendere intanto? Ti vengo a prendere alla fine della salita!”

Beh dire che abbiamo guidato su strade impegnative è dire poco! Ma alla fine in un paio d’ore siamo riuscite ad arrivare a Jatiluwih.

panorama sulla Risaia di Jatiluwih

Julia Roberts in Mangia, Prega, Ama. Sì. Ti senti proprio lei quando cammini per le risaie di Jatiluwih.

La nostra prossima tappa è Munduk dove vogliamo fare un po’ di trekking per le cascate.

La vista dalla strada è mozzafiato!

“Guarda quell’altalena sospesa in mezzo a nulla!”. Ma decidiamo di andarci al ritorno.

No! Non ragionate in questo modo a Bali!

Se individuate qualcosa che volete vedere, andatela a vedere subito! Non si sa mai cosa può capitare nel frattempo.

E nel nostro caso… un bel temporale!

Va bene dai, poco male, tanto abbiamo fame. Possiamo fermarci a mangiare da qualche parte. Ovviamente la pioggia è finita appena ci siamo sedute a tavola ed è ricominciata appena ci siamo alzate!

Com’è che la chiamano? Ah già, sfiga! Ma va bene dai. Ce la possiamo fare!

No, non ce la possiamo fare. Ci siamo dovute fermare di nuovo e cercare riparo. Quindi questa volta… pausa dessert!

E alla fine ce l’abbiamo fatta! Abbiamo scelto un piccolo percorso che porta a una delle tante cascate che ci sono in zona.

noi alle cascate di Munduk

E ora che siamo bagnate al punto giusto, torniamo all’altalena!

Peccato però che la nebbia che si è alzata dopo la tempesta ha praticamente coperto il bellissimo panorama che avevamo visto all’andata.

noi sull'altalena sul lago Bratan

Ed ora la nostra ultima tappa della giornata prima di rientrare ad Ubud: il bellissimo tempio d’acqua Pura Ulun Danu Bratan.

Ci siamo fatte varie foto che potrei condividere, ma devo dire che lui ci ha decisamente spodestato.

un ragazzo che mostra il suo vestito al Pura Ulun Danu Bratan

Oh sì! Sei assolutamente FAVOLOSO!

GIORNO 4. VISITARE LA FORESTA SACRA DELLE SCIMMIE DI UBUD.

Non guardate le scimmie negli occhi! Questa è la regola numero uno da seguire se volete sopravvivere nella Sacra Foresta delle Scimmie ad Ubud.

Le scimmie mi fanno troppo ridere. Vivono libere in questo santuario e amano cercare cibo. Potete dargli delle banane ma vi avverto: una volta che iniziate a dargli da mangiare non vi lasceranno più in pace!

Arrivederci scimmie! Ora ci aspetta la nostra prossima tappa: la Grotta dell’Elefante Goa Gajah, non lontana da Ubud.

ingresso della grotta dell'elefante di Goa Gajah

Per entrare nella grotta bisogna passare attraverso una bocca gigante.

Forte vero?

Nello stesso complesso c’è anche una vasca sacra e dei sentieri che portano… da nessuna parte! Abbiamo seguito i cartelli ma ci siamo ritrovate in una palude in mezzo al nulla con delle fastidiosissime formiche che ci mordevano. Ok ti senti molto Indiana Jones però lascerei perdere. Tenetevi il vostro spirito avventuriero per un’altra volta!

Vicino Goa Gajah ci sono le cascate Tegenungan. C’è chi si fa il bagno ma noi non avevamo il costume.

in acqua nelle cascate Tegenungan

E Bali non è proprio il luogo in cui mi farei il bagno nuda.

GIORNO 5. GUIDARE SULLA STRADA PER SIDEMEN E ASSISTERE ALLA DANZA BARONG A UBUD.

Questo è stato uno dei miei giorni preferiti! Devo dire che il nostro motorino se l’è proprio cavata bene a portarci in tutti questi posti.

Abbiamo deciso di iniziare la nostra giornata in una delle spiagge vicino il tempio Pura Masceti. Mah devo dire che non è stata proprio un’ottima scelta. Non si può nuotare, le onde sono enormi e la corrente è fortissima!

selfie alla spiaggia Pantai
Dai Mallory forza! Io intanto mi faccio un selfie!

Se vi state chiedendo che fine abbia fatto Mallory dopo questa foto, non vi preoccupate! Mallory è sana e salva! È tornata indietro blaterando “Vabbè, ci rinuncio!”

Dopo aver recuperato Mallory, ci dirigiamo verso Semarapura. In questo paesino si trova il palazzo Klungkung, uno splendido complesso dove si può visitare il Kertha Gosa, la vecchia corte di giustizia.

Kertha Gosa del Palazzo Klungkung di Semarapura

Da Semarapura a Muncan si percorre la meravigliosa strada per Sidemen, che offre dei panorami stupendi sulle risaie. Un posto perfetto per un brindisi!

brindisi in un ristorante sulla Sidemen Road con panorama sulla risaia

E naturalmente… il temporale. Solita storia: cerca un riparo e un posto per mangiare. Stavolta per noi è l’ora del caffè, caffè balinese.

bevendo caffè di Bali a Muncan

Siamo tornate ad Ubud. Bagnate. Ovviamente.

Stasera guardiamo una danza tipica balinese: Barong.

danza Barong al Palazzo di Ubud

Ok allora. La danza Barong è uno spettacolo tradizionale. Gli interpreti sono bravissimi. E quando guardi lo show ti rendi conto che è uno show che non guarderesti da nessun’altra parte al mondo. Solo che… come posso dirlo? Beh bevete tanto caffè prima di guardarlo ecco. Queste due ore di show sono diciamo… intense!

GIORNO 6. TREKKING NOTTURNO SUL VULCANO BATUR.

Se volete fare trekking notturno sul vulcano Batur avete 2 opzioni:

  1. Non andate a dormire. Rimanete svegli finché vi vengono a prendere alle 2 del mattino.
  2. Fatevi un riposino, mettetevi la sveglia e preparatevi.

Io e Mallory abbiamo scelto l’opzione numero 2. Noi siamo grandissime fan dei riposini. Fare trekking notturno sul vulcano è stancante, fidatevi! Vi serve energia!

Dopo esserci passati a prendere al nostro hotel ad Ubud, ci hanno portato in un posto per fare colazione. Si chiama ancora colazione un pasto delle 2 e mezza del mattino?

Ed eccoci qui. In un gruppo con altre cento persone. Torce in mano. Siamo pronte per il nostro trekking!

torce in mano prima del trekking notturno sul Vulcano Batur

Il trekking notturno sul vulcano Batur è stupendo e divertente! Se non avete mai fatto trekking di notte non perdetevelo. Vi piacerà tantissimo!

Ci vogliono più o meno tre ore per arrivare in cima. Sei solo tu, il tuo gruppo e il buio. E il tuo fiato.

Ed eccola qui: L’ALBA.

alba in cima al Vulcano Batur

La vista sul lago Batur e sul vulcano Agung è spettacolare!

Panorama dalla cima del Vulcano Batur all'alba

Lungo la strada del ritorno, la guida vi porterà a vedere i crateri del vulcano che è ancora attivo.

È stata veramente un’esperienza stupenda. Non avevo mai fatto trekking di notte prima e mi è piaciuto tantissimo!

Una volta rientrate ad Ubud, riprendiamo i nostri zaini e prendiamo il traghetto per Lombok.

Il nostro piano originale era quello di rimanere a Lombok qualche giorno, ma poi ci siamo ritrovate questo:

pessimo bagno di uno squallido ostello a Lombok

Ok allora. Non sono il tipo di persona che si scandalizza per ostelli logori. Ho dormito in ostelli da 1 dollaro al giorno. Ma stavolta non ci andava proprio di passare 3 notti così.

Inoltre volevamo passare qualche giorno alle isole Gili.

È deciso. Domani ce ne andiamo!

GIORNO 7. DA LOMBOK A GILI AIR.

Qual è il modo più economico per arrivare a Gili Air da Lombok? Questo qui:

in una barca locale da Lombok a Gili Air
Basta stringersi un po’ tra il pesce e i pomodori e stai a posto!

E dopo questo trasporto alternativo finalmente attracchi a Gili Air!

Le isole Gili sono un angolo di paradiso sulla terraferma.

Il nostro resort è meraviglioso e l’accoglienza è stata fantastica.

drink di benvenuto a Gili Air

Abbiamo affittato delle bici per girare l’isola, ma si può fare benissimo anche a piedi. È talmente piccola!

Ci siamo fatte un bel bagno e ci siamo rilassate tutto il giorno.

in acqua in una spiaggia di Gili Air

I ristoranti sono troppo carini. Hanno quasi tutti dei gazebo privati con un rialzo per i lettini e il tavolo vista mare.

Le isole Gili sono quelle classiche isole dove ti riposi e ti rilassi tutto il giorno.

GIORNO 8. IMMERSIONI ALLE ISOLE GILI.

Finora le Gili sono state il mio posto preferito per fare immersioni.

Il primo punto di immersione dove ci hanno portato è stato Shark Point. E indovinate un po’ cosa si vede qui? Eh già! Squali!

Se non siete brevettati non potete immergervi in questo punto specifico ma ci sono tanti altri siti che potete scegliere.

Devo dire che a Shark Point la corrente è piuttosto forte ma quello che vedi è incredibile: squali pinna bianca, tartarughe, mante, murene e tanto altro ancora.

Il secondo punto è Hans Reef. Qui potete immergervi anche se non avete il brevetto. E se vi piace nuotare insieme a tante tartarughe marine, siete nel posto giusto!

GIORNO 9. VISITARE GILI MENO.

Gili Meno è più un’isola alla Robinson Crusoe.

È ancora più piccola di Gili Air.

Fare snorkeling qui è bellissimo ma anche… doloroso! Noi siamo state attaccate da un centinaio di minuscole meduse! Non riuscivi neanche a vederle!

E quindi siamo dovute per forza uscire dall’acqua.

Questo è stato il nostro ultimo giorno alle Gili prima del nostro rientro a Bali.

E quello che si dice sulle Gili è vero… è difficile lasciare le Gili.

salutando Gili Meno da uno scoglio

GIORNO 10: VISITARE ULUWATU.

E rieccoci a Bali. Questa volta siamo a Kuta.

Fatemi essere schietta: Kuta non è Ubud.

Ubud è il perfetto villaggio tradizionale dove ti immergi nella cultura balinese.

Kuta è più un paesino caotico ed occidentalizzato dove la gente si ubriaca e va a ballare.

Ma per noi Kuta è stato un perfetto punto strategico per esplorare l’altra parte dell’isola. E quindi nuovo scooter nuove avventure! E questa volta ci hanno dato i caschi da teppiste!

indossando caschi da teppiste su uno scooter a Kuta

Nella strada per Uluwatu abbiamo visto un agriturismo dove fanno il caffè Luwak. NON LO BEVETE! Noi purtroppo l’abbiamo bevuto e ci siamo sentite in colpa per il resto della vacanza.

Se non sapete cos’è il caffè Luwak, Jack Nicholson lo spiega parecchio bene nel film “Non è mai troppo tardi”:

Non è mai troppo tardi: caffè Luwak

Avete capito bene! Il caffè Luwak viene estratto da bacche che sono state defecate da zibetti!

Già questa informazione dovrebbe bastare di per sé come motivo per cui non bere questo caffè.

Ma se questo non vi basta ve ne dò un altro di motivo. I poveri zibetti vengono catturati e tenuti in gabbia dove vengono sfruttati e ipernutriti per la produzione di questo caffè. Purtroppo noi siamo venute a conoscenza di tutto questo solo dopo aver bevuto il caffè. E ci siamo sentite veramente in colpa.

Quindi vi prego, lasciate i poveri zibetti in pace e non bevete questo caffè.

Ora, Uluwatu. Il tempio ha una stupenda posizione in cima ad una scogliera. È assolutamente un luogo da non perdere nel vostro viaggio a Bali in 11 giorni!

panorama sul tempio Uluwatu da lontano

C’è un bellissimo sentiero che offre un fantastico panorama sul tempio da lontano. E ovviamente anche qui ci sono scimmie dappertutto! La sacralità del luogo viene costantemente interrotta da questo annuncio:

“Se siete stati derubati da una scimmia, fatelo subito presente alla sicurezza!”

Beh d’altronde ogni luogo ha i suoi criminali!

Vicino Uluwatu ci sono diversi punti per fare il bagno. Sono principalmente spiagge per surfisti ma ci si può anche solo nuotare.

Noi abbiamo scelto Blue Point, Padang Padang e Bigdin. Sono tutte molto vicine tra loro: perfette per un pomeriggio da passare da una spiaggia all’altra.

GIORNO 11: SURF A KUTA.

Kuta è il posto perfetto se volete imparare a fare surf.

In spiaggia ci sono tanti istruttori che sono più che felici ad aiutarvi con la tavola da surf.

Se devo essere sincera io mi aspettavo un disastro totale ma devo dire che invece alla fine ci siamo rivelate delle bravissime surfiste! Cioè, voglio dire, non solo siamo riuscite a metterci in piedi sulla tavola, ma siamo anche rimaste in piedi! Almeno 5 volte su 100! Non è questo quello che fa di un surfista un buon surfista?

Quindi ecco a voi la mia foto fighissima:

facendo surf a Kuta

Ed ecco la vera storia che ci sta dietro:

Devo dire che forse ci siamo montate un po’ troppo la testa. Abbiamo voluto fare surf tutto il giorno. Non riuscivamo a smettere di citare aforismi di surfisti e a un certo punto ci siamo anche messe a parlare con uno strano accento australiano.

Risultato: ho sbattuto la testa con la tavola e ho subito un trauma cranico.

Lezione della giornata: Impara a fare surf e… abbassa la cresta!

Guarda anche:

INFORMAZIONI UTILI E CONSIGLI DI VIAGGIO PER BALI

COSA MANGIARE A BALI

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VIAGGIO A BALI

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