PRIMO VIAGGIO IN INDIA: TUTTO QUELLO CHE NON TI DICONO

In un angolo di Jaisalmer, nel mio primo viaggio in India

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Primo viaggio in India: scopri le 6 verità più nude e crude sull’India che ti aiuteranno a decidere se è un viaggio che fa per te.

Wow che bello un viaggio in India! Il Taj Mahal, lo yoga, i massaggi, il bagno nel Gange, il pollo al curry, simpatiche mucche che camminano per strada, palazzi da favola, tigri ed elefanti!

Taj Mahal con le luci dell'alba: il simbolo dell'India

Queste sono solitamente le immagini che vengono in mente a chi pensa all’India. Sono senz’altro tutte cose molto belle, ma l’India non è solo questo.

Non mi stancherò mai di dirlo ma un viaggio in India non è affatto un viaggio semplice. Ed è uno di quei viaggi che non consiglierei a tutti.

La prima cosa che devi fare prima di organizzare un viaggio in India è capire innanzitutto se è un viaggio che fa per te. Capire se sei il tipo di viaggiatore adatto a un viaggio del genere.

E quindi prima di darti le varie informazioni pratiche per organizzare un viaggio in India, voglio dirti la verità nuda e cruda sull’India. Quella che non trovi nei cataloghi di viaggi o nelle pagine di conferma dell’hotel.

Non lo faccio per scoraggiarti, anzi! Lo faccio proprio perché non voglio che il tuo viaggio in India si trasformi in un incubo perché hai realizzato troppo tardi che non è un viaggio che fa per te.

Bene dopo questa doverosa premessa andiamo a scoprire le verità più “scomode” dell’India. Alcune sono piuttosto note, altre un po’ meno. Vediamole tutte!

L’INDIA È SPORCA.

L’India è sporca. Ma non parliamo di quello sporco del tipo c’è un dito di polvere sul mobile del salotto. Parliamo di una totale mancanza di igiene che può anche essere molto pericolosa.

A partire dall’acqua. Credo che tutti conoscano la terribile fama dell’acqua indiana e di quello che può fare al povero stomaco delicato di noi occidentali. Questo vuol dire che non puoi assolutamente bere acqua che non sia di bottiglia (controlla anche che sia sigillata perché molti ti vendono “acqua di bottiglia” ma in realtà la riempiono con l’acqua trovata dalla qualunque). Non puoi bere bevande col ghiaccio se non sai con certezza da dove hanno preso l’acqua per fare il ghiaccio. Non puoi mangiare frutta e verdura cruda perché è stata lavata con acqua che potrebbe essere contaminata.

Inoltre dovrai lavarti i denti con acqua di bottiglia e fare anche molta attenzione mentre ti fai la doccia a non ingoiare accidentalmente dell’acqua.

Oltre all’acqua anche le strade sono sporche. Considera che le mucche gironzolano allegramente fuori e dentro le città dell’India quindi puoi immaginare cosa trovi per strada!

Mucca e tuk tuk in una strada sporca di Jaisalmer in India

Ma non è solo colpa delle mucche poverine! Per strada c’è tanta spazzatura. Che con l’afa crea una combo micidiale. Molte persone non hanno una casa e sono costrette a fare i bisogni dove capita. In molte città lo smog non ti fa respirare. Un po’ ovunque c’è un odore che metterà a dura prova il tuo stomaco, se non ci ha già pensato la salmonella, il campylobacter o altri simpatici batteri che non vedranno l’ora di farsi un bel viaggetto nel tuo intestino!

Non parliamo poi dei treni e dei mezzi pubblici. L’affollamento, la polvere, la puzza e la sporcizia che trovi nei mezzi di trasporto penso sia 100 volte la metro di Roma all’orario di uscita dagli uffici. Ma che dico? Credo che nessun paragone renda l’idea. Vedere per credere. Anzi no, non vedere, credimi sulla parola e prendi un taxi o un’auto a noleggio.

Pessime condizioni del vagone del treno notturno da Jaisalmer a Jodhpur

Ah poi il Gange? Sogni di farti un bel bagno nel Gange per purificare la tua anima, il tuo spirito e la tua mente? Ecco considera che nel Gange, soprattutto a Varanasi, vengono sparse le ceneri dei defunti e buttate ossa e resti umani. Ah e poi c’è anche chi ci lava i panni.

Varie attività che si svolgono nel Gange nei ghat di Varanasi in India

Il Gange è tra i fiumi più inquinati sul pianeta! Quindi fossi in te mi cercherei un rituale di purificazione alternativo. Non so un bell’incenso al cocco che dici?

L’INDIA È POVERA.

L’India è povera. Parliamo di quella povertà estrema, che fa male al cuore.

In India vive un terzo della popolazione mondiale e quasi la metà delle persone indiane vive sotto la soglia di povertà. Sono persone che non hanno un posto per dormire. O nei migliori dei casi che dormono per terra in una baracca insieme ad altre venti persone.

Le baracche nel Deserto del Thar in India

Molti non ce la fanno e muoiono di fame, o per altre malattie causate dalla totale mancanza di igiene. Muoiono così per strada, sotto gli occhi di tutti.

Quando vedi qualcuno sdraiato per strada non sai mai se sta dormendo o se è morto.

Sono scene che fanno male. Tanto male.

E poi ci sono gli ultra milionari. Pensa che l’India è l’ottavo paese al mondo per numero di milionari!

In India c’è chi ha troppo, e chi non ha niente.

L’INDIA È CAOTICA.

L’India è caotica. È difficile sfuggire dal suono continuo del clacson, dalla folla, dal traffico, dalle mucche.

Strada affollata di Delhi

Puoi giusto trovare un po’ di tregua in qualche paesino sperduto, o nel deserto.

Ma per il resto il caos regna sovrano. Come ti giri succede qualcosa. Attraversare la strada ogni volta è un’impresa. Fatti il segno della croce e attraversa. Anzi non so se qui il segno della croce funziona. Prova a farti aiutare da Shiva. Il dio della distruzione. No, forse Shiva meglio di no.

Non so appellati a qualcosa e cerca di non farti investire. Ci vuole un giusto compromesso tra coraggio e prudenza!

La folla di Chandni Chowk a Delhi

Inoltre difficilmente riuscirai a fare 100 metri senza incontrare qualcuno che voglia farsi un selfie con te. Non capirò mai il motivo ma gli indiani amano farsi le foto con gli occidentali!

All’inizio può anche essere una cosa simpatica ma dopo qualche giorno alla Brigitte Bardot vuoi tornare alle tue umili origini e camminare in santa pace. (Ogni riferimento a nomi e persone è puramente casuale, ciao Brigitte!).

Ah quasi dimenticavo! Ci sono anche i cobra sugli alberi.

Cobra su un albero ad Agra in India

IN INDIA NULLA VA SECONDO I PROGRAMMI.

Se anche tu ami pianificare i tuoi viaggi nei minimi dettagli come me e Furio di Bianco, Rosso e Verdone, sappi che l’India metterà a dura prova la tua pazienza. Dovrai rivedere completamente il tuo modo di organizzare il viaggio.

In India gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Inoltre la puntualità è un concetto che in India non ha nessuna importanza.

La Torre dell'Orologio nella piazza del Sardar Market a Jodhpur in India
L’orologio segna l’ora sbagliata

Per gli indiani è assolutamente normale che un treno arrivi con 12 ore di ritardo. Loro lo chiamano “Indian style” e ci considerano troppo rigidi e schematici.

In India non si presta particolare attenzione ai dettagli. Gli orari e i ritmi di vita sono molto diversi dai nostri.

Quindi la sveglia alle 7:02, uscire all’hotel alle 8:27, prendere il taxi alle 8:31, arrivare al museo alle 9:01, uscire dal museo alle 11:06… no. Scordatelo. Sono concetti che qui non funzionano.

Quando organizzi un viaggio in India cerca di spalmare le giornate a ritmi molto più lenti rispetto a quelli che useresti di solito. Ad esempio se vedi che per visitare Delhi ci vogliono 2 giorni, stacci 3. L’India non è adatta a chi va di corsa e ha le ore contate.

IN INDIA TROVERAI UN SACCO DI FREGATURE.

In India le fregature sono in ogni angolo. Purtroppo non ti puoi fidare di nessuno.

A partire dagli autisti. Devi sapere che la maggior parte di loro ha accordi con hotel, ristoranti, negozi etc. Ricevono delle commissioni per ogni turista che riescono a portare. La prassi solitamente è questa. Gli chiedi di portarti in un determinato hotel. Ti diranno che quell’hotel è chiuso, che non esiste più. A quel punto da veri “eroi” ti offriranno una soluzione alternativa (l’hotel con cui hanno accordi) e ti porteranno lì.

Ecco. Non credere mai agli autisti mentre ti dicono queste cose. Non è vero e succede continuamente!

La cosa migliore da fare è innanzitutto scegliere hotel di qualità (nel mio articolo te ne consiglio diversi) e far organizzare tutto a loro. Il pick up dall’aeroporto. I taxi. Le auto con autista per spostarti da una città all’altra. Fai fare tutto a loro.

Poi se ti trovi in giro e ti serve un tuk tuk per brevi distanze puoi anche fare in maniera indipendente. Ma non credere mai a quello che ti dicono. Io ad esempio a Jaipur avevo chiesto di portarmi al tempio delle scimmie, ma mi hanno portato in un tempietto sperduto e sconosciuto dove c’era un tizio che vendeva noccioline per scimmie (con cui l’autista aveva accordi).

Cerca di sapere sempre con precisione dove stai andando. Usa il GPS sul telefono. Controlla sempre che stai andando dove hai chiesto di andare. È frustrante lo so. L’India è così.

Un’altra fregatura tipica è questa. Ti si avvicina qualcuno. Solitamente una donna con un bambino piccolo. Ti chiederà se puoi comprare il latte per il suo bambino in quel negozio specifico. In realtà quella donna è stata mandata dal proprietario di quel negozio. E probabilmente quel bambino non sarà neanche suo figlio.

Lo so che è molto difficile resistere alla tentazione di aiutare. Non ci costa niente comprare del latte. Purtroppo però c’è dietro un giro terribile di sfruttamento di donne e bambini. E “aiutando” non facciamo altro che alimentare questo giro.

Ci sono altri modi per aiutare i poveri dell’India. Porta tu del cibo o da bere. Fai donazioni a organizzazioni competenti. Fai del volontariato. Ci sono tantissime associazioni che organizzano viaggi di volontariato in India. Ma non ti fidare di chi ti ferma per strada.

Poi ci sono i finti sacerdoti. Iniziano magari appioppandoti un braccialetto, ti racconteranno delle bellissime storie e infine ti offriranno delle preghiere in cambio di soldi. Se rifiuti di pagare, nella migliore delle ipotesi lanceranno delle maledizioni terribili a te e alla tua famiglia. Nella peggiore coinvolgeranno dei poliziotti (veri? finti? boh!) che ti costringeranno a pagare. La strada migliore è ignorarli dal principio. Come ti diceva mamma, non accettare niente dagli sconosciuti.

Un altro esempio è Varanasi. Vicino ai ghat crematori troverai delle “guide” che ti daranno di loro iniziativa tante informazioni interessanti sulla cremazione e sui riti induisti. Poi però ti chiederanno delle donazioni costosissime per comprare il legno per quelle famiglie che non possono permetterselo (in India è la famiglia del defunto che compra il legno necessario per la pira funebre). Quei soldi vanno alle famiglie per comprare il legno? O nelle tasche delle “guide”?

Mucche e persone durante le cremazioni del Manikarnika Ghat a Varanasi in India

Purtroppo questa sensazione di diffidenza è qualcosa che ti si radicherà dentro già dopo qualche giorno dal tuo arrivo in India. Cerca però di non precluderti dal conoscere le persone locali. In India ho conosciuto delle persone veramente speciali! Con il tempo imparerai a capire di chi ti puoi fidare e di chi no. Ma all’inizio fai molta attenzione e non dare confidenza. E soprattutto non ti fidare delle scimmie. MAI.

IL CIBO INDIANO È PICCANTISSIMO E PIENO DI SPEZIE.

Non scorderò mai la descrizione che ha dato mio zio del cibo indiano: “pappette vegetariane piccantissime“. Credo che nessun’altra definizione renda meglio l’idea.

Street food di Delhi

Prima di partire per l’India pensavo che il cibo indiano mi piacesse. Ma una volta in India ti rendi conto che il cibo locale è ben diverso da quello che troviamo nei ristoranti indiani in Italia.

Tipico platter indiano a Udaipur

Per carità ognuno poi ha i suoi gusti! Ma dopo qualche giorno in terra indiana non ce la fai più a mangiare sempre speziato e piccante. Noi poi non siamo abituati! Per cui ogni tanto dovrai alternare cibo “occidentale” a quello indiano. Metto le virgolette perché per farti un esempio una volta ho ordinato pasta al sugo e mi hanno portato pasta con il ketchup. Mi hanno anche portato la boccetta di ketchup se magari avessi avuto voglia di metterne un altro po’.

La pasta con il ketchup è una delle cose di cui mi vergogno di più. Non avrei mai pensato che sarei arrivata a questo. Ma l’alternativa alle pappette vegetariane piccantissime, al pollo tandoori, e al riso, riso e ancora riso, purtroppo è questa qui.

Inoltre ci sono degli alimenti che è meglio evitare se non vuoi passare la tua vacanza indiana al “cesso”. Perdona il francesismo. O in ospedale.

Mettiamoli in ordine di pericolosità:

  1. ACQUA, GHIACCIO, FRUTTA E VERDURA CRUDA. Ecco questa è la triade mortale da evitare a tutti i costi. Non c’è stomaco che tenga. Nessuno è salvo.
  2. CARNE (SOPRATTUTTO POLLO). Allora il pollo tandoori è un ottimo piatto che devi assolutamente provare nel tuo viaggio in India. Però o lo mangi in un posto sicuro (esempio un ristorante di un hotel stellato) o lascia perdere. Se il pollo non è cotto bene rischi di prendere la salmonella e altri pericolosissimi batteri. Non sto qui a parlarti delle condizioni igieniche dei polli indiani. Quindi se non hai nessuna referenza sul ristorante, mi dispiace ma… pasta col ketchup.
  3. LATTE E UOVA. Qui ci agganciamo al discorso di prima. Purtroppo gli animali non sono trattati benissimo in India per cui qualsiasi cosa provenga da loro è un po’ a rischio. Nuovamente, se non ti fidi del posto, evitali.

Insomma come vedi non rimane molto. Io poi non amo le verdure quindi ho avuto serie difficoltà a nutrirmi in India. Ho perso parecchi chili in questo viaggio, i miei quasi si sono messi a piangere quando mi sono venuti a prendere in aeroporto!

Se il tuo obiettivo è quello di perdere peso allora tre settimane in India sono perfette. Altro che la diete a zona e della carota!

Una cosa però devi portarti a casa: il curry indiano! Quello sì che è buonissimo!

MA ALLORA PERCHÉ FARE UN VIAGGIO IN INDIA?

Una volta letto quest’articolo penserai ma allora perché andare in India? Ma chi me lo fa fare?

Esatto. “Chi me lo fa fare?” penserai prima di andare in India. Appena arriverai in India penserai invece “Chi me lo ha fatto fare?”! Non ti dico bugie, è così.

Ma l’India è un viaggio che ti cambia profondamente. Che ti stravolge l’anima e che te ne regala una nuova. Un viaggio che ti aiuta a mettere tutto in prospettiva. Che ti rende più forte. Che ti prepara a qualsiasi altro viaggio.

Poi certo c’è il Taj Mahal, lo yoga, i massaggi, il bagno nel Gange, il pollo al curry, simpatiche mucche che camminano per strada, palazzi da favola, tigri ed elefanti, come dicevamo all’inizio di questo articolo. (Però promettimi che il bagno nel Gange non te lo fai).

Se nonostante tutto quello che hai letto in questo articolo hai ancora voglia di andare in India (è la tua risposta definitiva?) passa al mio articolo successivo. Ti darò tutte le informazioni necessarie per organizzare un viaggio in India al meglio.

Intanto ti lascio con una frase di Tiziano Terzani, autore del libro “Un altro giro di giostra”:

“Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. È sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno.“ 

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PRIMO VIAGGIO IN INDIA: TUTTO QUELLO CHE NON TI DICONO

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