VARANASI: COSA VEDERE NELLA CITTÀ SACRA SUL FIUME GANGE

Ghat dalla barca, una delle cose da vedere a Varanasi

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Cosa vedere a Varanasi: racconto di viaggio per scoprire la vita e la morte a Varanasi, la città sacra dell’India sul Gange.

Varanasi è stata forse la città che mi ha dato più di tutte quello che chiamiamo “shock culturale“.

Sono contenta che abbiamo scelto Varanasi come ultima tappa del nostro viaggio in India perché forse l’impatto iniziale sarebbe stato troppo potente. Le altre città indiane infatti ci hanno un po’ “allenato” a quello che avremmo trovato a Varanasi.

Inoltre la scelta di inserirla come ultima tappa la trovo anche molto poetica perché per molti fedeli induisti Varanasi è l’ultima tappa della loro vita. Il loro sogno è infatti morire a Varanasi.

Questo è probabilmente l’articolo più difficile che mi ritrovo a scrivere.

Innanzitutto perché Varanasi è un luogo molto complesso da spiegare a parole. Neanche lo scrittore migliore riuscirebbe a rendere l’idea di cosa significhi trovarsi in una città così unica al mondo. Bisognerebbe descrivere a fondo le emozioni, gli odori, le percezioni, e non è opera semplice.

Inoltre di solito mi piace consigliare itinerari con le cose principali da vedere in ogni destinazione. Ma a Varanasi mi viene difficile stilare una lista delle cose da vedere perché è una città da vivere più che da vedere e ognuno ha una propria esperienza e percezione di questo viaggio così particolare.

Infine per parlare di Varanasi bisogna affrontare temi molto delicati, come la morte e la cremazione, temi che potrebbero urtare i più sensibili. A me piace raccontare i miei viaggi con quel filo di ironia e autoironia che mi appartiene, ma qui credo proprio che dovrò metterla da parte.

Ma ci proverò. “Nobody said it was easy” ci insegnano i Coldplay. Però ti avverto. Affronterò appunto temi molto forti per cui se non te la senti di leggere non mi offenderò se cliccherai sul prossimo articolo.

Ok. Cominciamo!

VARANASI: LA CITTÀ SACRA.

Iniziamo con una piccola introduzione sulla città. Varanasi è tra le città abitate più antiche del mondo.

Il nome viene dall’unione di Varuna e Asi, i due affluenti del Gange che segnano il confine della città. Altri nomi della città però sono anche Benares e Kashi, la Città della Luce.

Varanasi è la città sacra di Shiva, il dio della distruzione, e di sua moglie Parvati. Infatti come ti dicevo poco fa è la meta della fine per eccellenza.

Varanasi è la città più sacra degli induisti che devono raggiungerla almeno una volta nella vita e immergersi nelle acque sacre del Gange da almeno 5 ghat.

Fedeli induisti al Kedar Ghat di Varanasi

Inoltre ci sono i fedeli che sono prossimi alla morte e che decidono di morire nella città sacra. Ma ti parlerò meglio di questo più avanti.

Oltre che per gli induisti, Varanasi è meta di pellegrinaggio anche per i buddhisti che si recano nella vicina Sarnath dove Buddha fece il suo primo discorso.

Ogni anno quindi arrivano a Varanasi più di un milione di pellegrini, che si aggiungono agli abitanti della città e a noi turisti. Il caos infatti qui regna sovrano.

Non sono una persona che soffre di mal di testa, anzi credo che di forti forti ne abbia avuti due nella vita. Uno dopo una festa in nave con free Martini. L’altro a Varanasi.

Il via vai è incredibile, penso di non aver mai visto così tante persone in uno stesso luogo che non sia per un concerto o un festival. E il suono del clacson di motorini e tuk tuk è una costante da cui non puoi scappare. MAI.

Il caos di gente in una strada di Varanasi

Ovviamente nel traffico non mancano le vacche sacre che hanno la precedenza su tutti, tipo il tram.

Una mucca che sembra parlare con il proprietario di un negozio di stoffe a Varanasi

VARANASI: LA MORTE SUL FIUME GANGE.

Come ti ho accennato poco fa, il sogno dei fedeli induisti è quello di morire a Varanasi.

Il motivo è molto semplice. Secondo la religione induista Varanasi è l’unico luogo al mondo dove si può sfuggire al Samsara, ovvero il ciclo eterno di reincarnazione, per raggiungere finalmente il Moksa, la liberazione.

Per fare questo il corpo deve essere cremato e le ceneri sparse nelle acque sacre del fiume Gange. Il rito di cremazione segue delle procedure molto precise.

Il corpo viene lavato, avvolto in un telo, e posto su una pira. Vengono usati diversi tipi di legno in base alle disponibilità economiche della famiglia. Il sandalo è il legno più costoso e solo le famiglie più benestanti possono permetterselo.

La cerimonia di cremazione è pubblica e chiunque può assistere, tranne le donne della famiglia.

Il loro concetto di morte infatti è completamente diverso dal nostro. Per noi è un tema che spaventa e il lutto familiare è un’esperienza privata, spesso accompagnata da molte lacrime.

Per loro è una fase normale della vita, accessibile anche agli occhi estranei. Non c’è differenza tra ad esempio mangiare in pubblico ed essere cremati in pubblico. Inoltre non si versano lacrime perché sono di cattivo auspicio per il defunto.

Il sacerdote accompagna nel rituale il capo famiglia, generalmente il figlio maschio maggiore, che quel giorno indosserà una tunica bianca ed avrà la testa completamente rasata. Sarà lui ad accendere il fuoco e tutta la famiglia attenderà con pazienza che il corpo smetta di bruciare completamente.

La cremazione è fondamentale per purificare l’anima dai peccati. Ma ci sono delle eccezioni. I bambini, le donne incinte, chi è morto a causa del morso di un cobra e i sadhu, asceti che hanno rinunciato ai beni materiali. Loro non vengono cremati perché sono già puri.

Se ti stai chiedendo cosa c’entri chi muore per il morso di un cobra è perché il serpente è considerato una divinità e il suo morso ti libera automaticamente dai peccati.

Queste persone verranno quindi avvolte in un telo con delle pietre e lasciate andare verso il fondo del Gange.

I GHAT DI VARANASI: I PIÙ IMPORTANTI DA VEDERE.

Il cuore pulsante di Varanasi è il Gange. Lungo la sua sponda ci sono tantissimi ghat, ovvero scalinate che portano alla riva del fiume.

In ognuno di loro potrai vedere istanti di vita che rimarranno indelebili nei tuoi ricordi di Varanasi.

Un uomo che fa meditazione e due persone che lavano i panni in uno dei ghat di Varanasi

Fedeli che fanno i bagni sacri all’alba e pregano la sera. Insieme a persone che meditano e fanno yoga. Donne e uomini che lavano i panni. Corpi che bruciano (nei ghat crematori). Bambini che giocano e fanno il bagno. Mucche che… vabbè sappiamo tutti cosa fanno le mucche!

Insomma in qualsiasi ghat che decidi di vedere troverai scene particolari della realtà di Varanasi.

Ma ci sono dei ghat nello specifico che non puoi perdere. Vediamo quali.

ASSI GHAT: IL PUNTO DI PARTENZA PER VEDERE L’ALBA SU VARANASI DALLA BARCA.

Assi Ghat è l’ultimo ghat di Varanasi. Ti consiglio di venire qui all’alba e salire su una barca per vedere i ghat di Varanasi mentre navighi sul fiume. Un’esperienza indimenticabile che ti permette di avere una prospettiva unica sulle azioni quotidiane che si svolgono nei ghat.

Giro in barca all'alba sul Gange da Assi Ghat

Al tuo ritorno ad Assi dalla gita in barca probabilmente incontrerai gruppi che si riuniscono per fare yoga e meditazione.

Gruppo di persone che pratica la risata come tecnica di meditazione ad Assi Ghat

Noi abbiamo incontrato un gruppo di persone che praticava le risate, un grandissimo esercizio di meditazione e liberazione. Fantastico!

MANIKARNIKA GHAT: IL GHAT CREMATORIO.

Il principale ghat crematorio è il Manikarnika Ghat. Qui l’attività di cremazione avviene H24.

Mucche e persone durante le cremazioni del Manikarnika Ghat

Il primo impatto è scioccante. Probabilmente resterai a guardare per pochissimo tempo, come noi. L’odore di bruciato è fortissimo, il fumo ti entra negli occhi, e la scena è di un impatto emotivo potente. Troppo potente.

Noi infatti ce ne siamo andate dopo qualche minuto.

Poi però una strana attrazione ci ha richiamate indietro. E abbiamo assistito alla cerimonia quasi ipnotizzate.

La parte più difficile è infatti quella iniziale, il primo impatto con un qualcosa che a noi sembra troppo lontano da quello a cui siamo abituati a trovare accettabile. Ma poi una volta che riesci a entrare in connessione con questa realtà, la tua mente entra quasi in trance e inizi a riflettere tantissimo.

Quasi riesci a guardare la morte con occhi diversi. In un modo possiamo dire più sereno.

DASHASHWAMEDH GHAT: LA CERIMONIA GANGA AARTI.

Un altro ghat imperdibile è il Dashashwamedh Ghat. Qui dovresti andare la sera quando si svolge la cerimonia Ganga Aarti.

Sacerdoti che eseguono la cerimonia del Ganga Aarti al Dashashwamedh Ghat

Il ghat è affollatissimo. Alla cerimonia assistono sia persone sedute sugli scalini del ghat sia persone dalle barchette sul fiume. I sacerdoti accendono dei fuochi che offrono alla “madre Ganga“. Così anche i fedeli che lasciano andare sul fiume vasetti con fiori e candele che rappresentano i loro sogni.

Un’esperienza magica.

I TEMPLI DI VARANASI.

A Varanasi ci sono un centinaio di templi ma solo pochi sono accessibili ai turisti.

I templi principali di Varanasi che possiamo vedere sono il Tempio Vishwanath e il Tempio Sankat Mochan. Purtroppo non ho foto da mostrarti perché bisogna lasciare tutti gli effetti personali prima di entrare ai templi.

IL TEMPIO VISHWANATH.

Il Tempio Vishwanath si trova in uno degli strettissimi vicoli della città vecchia di Varanasi. La fila di fedeli è interminabile.

Ma noi turisti abbiamo un accesso a parte dove non c’è fila. Bisogna però lasciare tutto, compreso il passaporto, e registrarsi.

Il Tempio Vishwanath è anche chiamato il tempio d’oro ed è dedicato a Shiva. Una volta entrate noi non capiamo bene cosa succede. Veniamo letteralmente spinte e trascinate (spesso con giravolte annesse) dalla folla in un percorso a noi poco chiaro.

Molti fanno offerte, altri toccano parti del tempio. Non farti troppe domande. Fatti trascinare e basta fino a che ti ritroverai senza accorgertene all’uscita!

IL TEMPIO SANKAT MOCHAN.

Il Tempio Sankat Mochan si trova vicino Assi ed è dedicato ad Hanuman, il dio scimmia.

E dove c’è Hanuman, ci sono anche le scimmie! Quindi fai attenzione che sono notoriamente dispettose e anche un po’ ladruncole!

Questo tempio si trova un po’ più isolato rispetto all’altro e anche qui capiamo poco dei rituali che vengono svolti al suo interno!

I VICOLI DI VARANASI.

I vicoli della città vecchia di Varanasi sono un vero e proprio labirinto di stradine strettissime e affollate.

Non provare neanche ad orientarti. Non ci riuscirai! Fatti semplicemente trascinare dal tuo istinto e gironzola. Se proprio ti perdi cerca un ghat! Sarà molto più facile orientarti seguendo la sponda del fiume.

Cerca di capitare davanti al Blue Lassi, un luogo imperdibile di Varanasi dove puoi provare il tipico lassi, una bevanda a base di latte e yoghurt con vari gusti.

Uomo che prepara il lassi al Blue Lassi di Varanasi

SALUTO A VARANASI.

Devo essere sincera. Dopo qualche giorno passato a Varanasi non vedevo l’ora di tornare a casa.

L’India è un paese che mi ha consumato totalmente. E Varanasi è stato l’apice del viaggio più difficile che abbia mai fatto finora. Un concentrato dell’India più vera, più cruda. Troppo distante dal modo che abbiamo di pensare, le scene sono troppo forti. Il mal di testa insopportabile.

Sono stata letteralmente travolta dalla realtà di Varanasi che allo stesso tempo mi ha anche affascinato, cambiato, e spinto a tantissime riflessioni.

Sono tornata a casa una persona diversa. Che apprezza molto di più le piccole cose e le comodità che diamo troppo per scontate.

Non credo che avrei avuto la forza di restare anche solo un giorno di più a Varanasi ma è un viaggio che non mi pento mai di aver fatto.

E quindi ti saluto Varanasi ringraziandoti. Grazie per avermi stravolto la vita.

Grazie India.

Seduta a un ghat salutando Varanasi
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